Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

L’Osservatorio Provinciale, composto da figure professionali rappresentative delle diverse istituzioni presenti nel territorio Ministero, Ambito Territoriale Palermo (ex USP), Enti Locali, Tribunale per i Minorenni, Procura presso il Tribunale per i Minorenni, Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia, Ufficio minori della Questura,Organizzazioni Sindacali della scuola) ha il compito, tra l’altro, di “favorire e sostenere il rapporto fra scuole ed Enti operanti nel territorio, in modo da attuare la massima integrazione degli interventi per la realizzazione dell’offerta formativa” e di “individuare i criteri per la costituzione delle reti di scuole (Osservatori di Area) presenti in aree territoriali connotate da disagio socio-economico-culturale, rischio di dispersione scolastica e devianza minorile” (Disposizione USR del 16 ottobre 2003). L’intento è di realizzare un’architettura interistituzionale operativa anti-dispersione ad alta georeferenzialità, con quattro livelli ecosistemici tra loro interconnessi:

 

MACRO livello provinciale;

ESO livello di intersezione fra territori;

MESO livello microarea: Reti di Scuole viciniori, Quartieri,Circoscrizioni, Distretti;

MICRO livello singola unità scolastica e microterritorio di appartenenza.

 

Con questa architettura tutti i livelli possono interrelarsi tra di loro, in un intreccio costante di azioni che consenta l’ottimizzazione delle risorse e il superamento delle situazioni di vincolo/ostacolo, grazie al continuo coinvolgimento dei diversi partner istituzionali. Ciò, ovviamente, al fine di orientare le politiche e le azioni delle diverse agenzie in funzione di obiettivi comuni. Per rendere coerente e fondato scientificamente il Piano Provinciale per contrastare il fenomeno della Dispersione Scolastica, si sono compiute scelte teorico- metodologiche precise, in sintonia con le conoscenze provenienti dalla ricerca multidisciplinare più accreditata e facendo tesoro delle esperienze più significative già realizzate in Italia e all’estero. La Dispersione Scolastica è stata quindi assunta come un macroconcetto che contiene una molteplicità di fenomenologie che esprimono un malessere derivante dall’impatto fra il soggetto e i contesti di vita in cui si realizza il suo percorso formativo di costruzione identitaria. In realtà, oggi appare più corretto parlare di sistema delle dispersioni per porre l’accento sempre più sull’intreccio sistemico esistente fra le variabili che entrano in gioco nella determinazione del successo/insuccesso. Quotidianamente, ci si confronta infatti, non soltanto con la dispersione dell’utenza scolastica ma con tante altre dispersioni, ad esempio: dei sistemi socio-familiari; dell’organizzazione scolastica; delle competenze educativo-didattiche. Per affrontare seriamente una situazione che si configura come complessa, è dunque necessario attrezzarsi di un approccio di complessità, che sappia contenere il multiplo esistente dentro i soggetti e dentro il contesto. Se la vita tutta è una rete di reti, allora bisogna rendersi conto che anche il fenomenodispersione è una rete che contiene altre reti che dobbiamo riconoscere se vogliamo affrontare il problema radicalmente ed in profondità. Come efficacemente ricorda Capra “la trama della vita è fatta di reti all’interno di reti. Ad ogni scala d’ingrandimento, in osservazioni più ravvicinate, i nodi della rete si rivelano come reti più piccole. La nostra tendenza è quella di ordinare questi sistemi, inseriti tutti all’interno di sistemi più grandi, secondo uno schema gerarchico, ponendo i sistemi più grandi al di sopra di quelli più piccoli in una struttura a piramide. Questa, però, è una rappresentazione umana. In natura non c’è alcun sopra o sotto, e non esistono gerarchie. Ci sono solo reti dentro altre reti”. Il Piano Provinciale messo a punto, ha quindi cercato di coniugare: 

 

  • complessità
  • interistituzionalità;
  • autonomia;  
  • rispetto dell'originalità dei contesti interattivi    

 

L’ipotesi generale da cui si è partiti è la seguente: se la dispersione è un fenomeno complesso e trasversale ai diversi livelli ecosistemici individuati, allora bisogna attrezzarsi di piani d’azione che prevedano il coinvolgimento delle istituzioni, delle agenzie educative e degli attori presenti nei diversi contesti segmentati. Nella predisposizione dell’impianto organizzativo complessivo, al fine di avere un riferimento teorico-metodologico forte, ci si è avvalsi delle indicazioni fornite da Urie Bronfenbrenner. L’impianto messo a punto si è rivelato utile nella misura in cui si è configurato come un contenitore flessibile che ha facilitato la costruzione di un common groundoperativo fra le scuole che ricadono nei diversi territori.

 

LINK OSSERVATORIO PROVINCIALE:

https://osdspa.jimdo.com/

 

LINK OSSERVATORIO DISTRETTO 13:

https://osdspa.jimdo.com/osservatori-di-area-distretto/distretto-13/

 

Albo on line

albo on line

 

 
Go to top